Ai Docenti
Al Personale ATA e DSGA
Agli Studenti e loro Famiglie
Al Consiglio di istituto

Carissimi,

l’anno scolastico volge ormai al termine, è tempo di bilanci e di preparazione del nuovo anno scolastico.

Già, perché il bello della Scuola è che non si ferma mai, gli anni corrono dietro agli anni, gli Studenti di quinto si diplomano e lasciano il testimone, idealmente, alle future prime e così via.

Ho da sempre l’abitudine di scrivere alcune righe di saluto e di arrivederci a fine anno, ma quest’anno la scadenza per me è un po’particolare: il 31 agosto sarà il mio ultimo giorno di Scuola, dal 1° settembre sarò in pensione.

Credetemi, da giorni penso a quando avrei scritto un saluto di commiato, se lo avrei scritto, se avrei preferito farlo a giugno o addirittura a fine agosto, quasi nascondendo i saluti nella calura estiva sperando, chissà, che passassero quasi inosservati. E questo non per timida ritrosia, ma perché, lo confesso, i commiati mi rattristano.

Non posso, però, andare via così, in sordina, perché questa Scuola mi ha dato tanto e credo, senza falsa modestia, di averle a mia volta dato tanto, perciò eccomi qui, al passo d’addio e ai doverosi saluti.

Vi ringrazio tutti per quanto mi avete dato, per gli stimoli a migliorare che il vostro agire, le vostre richieste, le vostre sollecitazioni, a volte anche le vostre critiche hanno prodotto.

Ringraziando voi, ringrazio tutte le generazioni che negli anni hanno frequentato questo Liceo, in cui sono entrata nel 1985, come Insegnante e in cui sono tornata, dopo una breve pausa da incaricata di presidenza a Roma e a Ladispoli, come Dirigente Scolastico nel 2007.

In questi ultimi giorni, come era prevedibile, l’onda di piena dei ricordi si è presentata in grande stile, inevitabile come il trascorrere del tempo.

 Mi scorrono in mente tanti momenti, molti belli, alcuni meno belli, rivedo i volti di molte persone che negli anni hanno lavorato con me e, soprattutto, ripenso alle molte classi che ho avuto come Insegnante di Lettere, ai tanti studenti che ho conosciuto come Dirigente, alle molte persone che con generosità si sono sobbarcate l’onore e l’onere di partecipare al Consiglio di Istituto, per me sempre prezioso e fonte di innegabile e leale aiuto.

Ripenso ai tanti Presidi che da Docente e da Vicepreside ho incontrato e con i quali ho collaborato apprendendo da tutti qualcosa, a volte per affinità di pensiero e di carattere, talvolta per diversità di vedute, perché il confronto, anche fra diverse opinioni ed atteggiamenti è sempre una preziosa fonte di crescita.

 A tutti voi rivolgo il mio pensiero, ma permettetemi, da insegnante quale mi sento, di rivolgere la premura più affettuosa agli Studenti… cosa augurarvi, ragazzi? E’ facile dire buona vita, ma poi occorre declinare questa facile espressione in qualcosa di più esplicito e qui le cose si complicano: ognuno di noi ha in mente una buona vita diversa a seconda dei gusti, delle inclinazioni, delle aspirazioni personali, quindi mi scuserete se la mia idea di buona vita non coincide con la vostra; per me, questo augurio coincide con l’acquisizione del senso critico, con la capacità di leggere la realtà con uno sguardo libero da condizionamenti, con la capacità di mettersi al servizio degli altri, di camminare – come dicono gli Indiani d’America- nei loro mocassini.

Nessuno si salva da solo, questi due ultimi complicati   anni hanno reso evidente quanto questa affermazione sia semplicemente vera e, al tempo stesso, hanno testimoniato come invece nelle difficoltà sia facile rinchiudersi in sé stessi e nella propria zona di conforto.

Buona vita, per me, è considerare la cultura non come un inutile soprammobile, ma come l’aria che respiriamo e dalla Scuola dobbiamo pretendere la CULTURA, non dobbiamo cercare scorciatoie facilitanti: sono un inganno, un’offesa alla nostra intelligenza, un tradimento della missione stessa della Scuola.
Ho sempre diffidato delle cose facili: non hanno profondità e lo studio, l’apprendimento sono inscindibilmente legati alla profondità.

La Scuola, da mandato costituzionale, deve rendere a tutti accessibili i Saperi, semplificare i modi per accedervi, rimuovere le barriere sociali, economiche, qualsiasi limite che possa ostacolare l’accesso di tutti allo studio. Ma non deve banalizzare, semplificare al punto di limitare la complessità del sapere, la bellezza della Cultura, il fascino del pensiero che ognuno deve coltivare riconoscendosi nella capacità di apprendere, ciascuno nella propria individualità e con i limiti che gli sono propri e che deve conoscere per valorizzare sé stesso.

Apprendere è la sfida che dobbiamo lanciare a noi stessi ogni giorno della nostra vita, rinnovando costantemente la curiosità e l’entusiasmo con cui il bambino impara e con cui è ansioso di comunicare quanto ha appreso.

Ecco, per me questa è buona vita, questo è l’augurio che mi sento di farvi.

E a voi tutti, Docenti, ATA, genitori che ruotate attorno all’universo dei giovani in crescita auguro di essere guide sagge ed avvedute, in grado di seguire senza sovrapporvi, di aiutare a crescere sapendo, quando occorre, farvi da parte, seminando strumenti di crescita più che formule valide per tutte le occasioni.

La Scuola che a tutti auguro è inclusiva, attenta alle esigenze di formazione e crescita di tutti e di ognuno, in grado di leggere e interpretare la realtà e di governarne la complessità.

La Scuola è il luogo in cui tutti passiamo e siamo passati, come alunni, studenti, genitori, lavoratori e a cui tutti, come cittadini, dobbiamo rivolgere attenzione e, perché no, amore; è il luogo in cui si cresce e a cui nella vita, anche solo con il pensiero, si torna spesso: è un luogo dell’anima, prima ancora che uno spazio fisico.

E allora, davvero, a tutti un abbraccio e un grazie. Di cuore.

Civitavecchia, 3 giugno 2022